L’Ansia e Gli Attacchi di Panico: Cosa Sono e Cosa Fare

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3 Febbraio 2012
L'Ansia Sociale
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Gli Attacchi di Panico: Cosa Sono e Cosa FareL’Ansia può essere definita come una sensazione di intenso timore, agitazione e preoccupazione che si prova di fronte ad un pericolo, interno oppure esterno, reale o percepito come tale, e la cui attivazione è sempre associata anche da una serie di sintomi fisici come le palpitazioni, la sudorazione, l’agitazione motoria, le tensioni muscolari, il mal di testa, la nausea, i dolori al petto oppure le vertigini.

La parola ansia, inoltre, viene dal latino “anxia”, derivante da “angere”, che significa “stringere”, “soffocare”, e quindi in un senso figurato, “affannare”, “angosciare”. Nelle diverse situazioni d’ansia, quindi, una persona avverte tutta una serie di intense sensazioni psico-fisiche che fanno vivere le varie esperienze ansiogene in maniera tesa e stringente, elementi questi che spesso poi possono condurre a limitare oppure ad evitare la presenza in diverse situazioni esistenziali, impedendo in tal modo il libero fluire della vita. I principali disturbi d’ansia, inoltre, sono l’ansia sociale (che è caratterizzata da un timore di affrontare particolari situazioni sociali e relazionali in cui ci si sente esposti alla presenza e al giudizio altrui, per la paura di ricevere giudizi negativi  o di agire in modo imbarazzato), le fobie specifiche (che sono caratterizzate da intense paure causate da oggetti o situazioni specifiche, come possono essere ad esempio la paura di alcuni animali, il timore dell’altezza oppure quella di volare), il disturbo d’ansia generalizzata (che riguarda una costante e persistente paura che non è concentrata su una situazione specifica o un particolare oggetto, ma che riguarda invece numerose situazioni ed attività), il disturbo ossessivo-compulsivo (il quale è caratterizzato dalla presenza ricorrente ed intrusiva di pensieri, immagini o impulsi (ossessioni) che creano agitazione o paura e che portano la persona a mettere in atto ripetitive azioni materiali o mentali (compulsioni)), il disturbo post-traumatico da stress (il quale è caratterizzato da un intenso vissuto d’ansia che in una persona si attiva dopo un forte trauma o stress, come ad esempio può essere una malattia, gli eventi dolorosi oppure un incidente) e gli Attacchi di Panico.

Gli Attacchi di Panico: Cosa Sono e Cosa FareGli Attacchi di Panico si possono definire come episodi di improvvisa e forte paura o di un veloce aumento dell’ansia normalmente presente. L’elemento principale degli attacchi di panico, inoltre, è costituito da un periodo preciso di intenso timore e disagio: l’attacco di panico, infatti, ha un inizio inaspettato, raggiunge con velocità il suo picco (di solito in cinque/10 minuti) ed è molto spesso accompagnato da un senso di pericolo, di catastrofe imminente oppure dalla paura di morire. Come si può vedere, dunque, la persona con attacchi di panico in quei momenti sembra vivere un vero e proprio “terremoto emotivo”, a cui si aggiunge, tra l’altro, il vissuto di imprevedibilità rispetto ad un eventuale attacco successivo. Va inoltre osservato come molte persone con disturbo da attacchi di panico possano provare anche l’agorafobia, cioè la paura di rimanere intrappolati in un luogo oppure in una situazione dai quali la fuga può risultare molto difficile o imbarazzante, oppure il timore di non poter contare su di un aiuto nel caso in cui la persona venga colpita da una improvvisa e nuova crisi panica. Tale elemento di agorafobia, spesso, può rappresentare uno degli aspetti più invalidanti degli attacchi di panico, poiché essa può interferire con il normale funzionamento sociale, lavorativo e familiare di una persona. Infatti, per eludere la paura, spesso si possono attuare comportamenti di evitamento di luoghi chiusi o affollati, oppure non si utilizzano mezzi di trasporto, oppure ancora si sceglie di non viaggiare da soli.

Fermo restando la specificità di ogni vissuto psicologico, comunque, per quanto riguarda l’ansia, a livello generale si può ipotizzare che alla base dei vissuti ansiogeni vi possa essere, ad esempio, un certo disequilibrio tra il mondo psichico interno di una persona e la realtà esterna, spesso percepita come minacciosa. Da questo punto di vista, quindi, l’ansia può essere considerata come un segnale propositivo e trasformativo che invita ad un migliore ascolto e conoscenza di sé stessi, vale a dire ad un accrescimento ed ampliamento del proprio mondo interno, per trovare in tal modo una equilibrata ed utile relazione anche con la realtà esterna. Sempre da un punto di vista psicologico, le cause degli attacchi di panico, invece, si possono ricercare tra le dinamiche fra la coscienza e i contenuti più profondi del proprio mondo interiore.

Sul versante degli attacchi di panico, allora, per mezzo di un fiducioso percorso psicologico, è possibile gradualmente raggiungere una maggiore consapevolezza e chiarezza dei contenuti più profondi del proprio mondo interiore, e di integrarli con equilibrio ed armonia all’interno della personalità globale. Mentre per quanto riguarda l’ansia, sempre attraverso un fiducioso percorso psicologico, è gradualmente possibile divenire maggiormente consapevoli dei vissuti emotivi che causano l’ansia, cercando in tal modo di comprenderli, elaborarli e quindi superarli. E sempre per mezzo di un percorso psicologico, si può gradualmente scorgere dentro sé stessi varie capacità, specificità e risorse caratteriali, al fine di giungere ad una migliore conoscenza di sé e ad una personalità più ampia, in grado, quindi, di relazionarsi alla realtà esterna con sicurezza e spontaneità, superando in tal modo l’ansia e ritornando a vivere la vita con benessere e serenità.